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I tipi di pasta chiamati "muginawa" e "sakubei" vengono considerati i prototipi dei somen.
Per quanto riguarda i primi, nell'antichità la parola "mugi" ("grano") indicava tutti i tipi di pasta preparati con farina di grano,
mentre "nawa" (cioè "corda") suggerisce la forma.
Anche "saku" è un altro modo per indicare una corda,
mentre "bei" era il termine generico per tutti gli alimenti preparati con farina di grano:
vi è quindi motivo di credere che si tratti dello stesso cibo
indicato con due nomi diversi.
In particolare i "sakubei" venivano serviti a corte in epoca Heian (794-1185 DC) durante le cerimonie religiose,
e compaiono anche nella raccolta di regole del galateo "Engishiki" (927 DC).
In principio era usanza offrire al tempio i somen come cibo di corte
per la festa di Tanabata (che si celebra ogni 7 Luglio). |
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In seguito, grazie all'introduzione della macina e degli attrezzi agricoli in ferro dal continente,
sono migliorate le tecniche di produzione della farina,
e i somen hanno acquistato l'aspetto odierno
grazie alla diffusione dell'usanza di spalmare olio e tirare la pasta.
Anche il nome è andato modificandosi assieme alla forma:
c'è chi sostiene che "sakubei" si sia trasformato in "sakumen"
fino a diventare "soumen",
altri invece fanno derivare il nome "somen"
dalla deformazione del cinese "sumian".
Finalmente in epoca Edo (1600-1868 DC) i somen diventano a tutti gli effetti un cibo del popolo.
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La leggenda della nascita dei somen di Miwa
risale a circa 1200 anni fa.
Si narra che Tanenushi,
il secondogenito di un sacerdote shintoista del tempio di Oomiwa chiamato Oomiwa no Ason Saikusa
abbia piantato i primi semi attirato dalla fertile terra del villaggio di Miwa
e dalle limpide acque del fiume Makimuku proveniente dal monte Miwa,
perfetti per la coltivazione del grano,
e poi seguendo il volere degli dei abbia iniziato la produzione di somen
con la farina ottenuta dal raccolto.
Si racconta anche che i somen,
alimento facilmente conservabile,
abbiano salvato gli abitanti dell'epoca dalla carestia.
I somen si sono diffusi in tutto il Giappone perché Miwa si trova sulla via principale del "pellegrinaggio verso il santuario di Ise"
(un tempio shintoista nella prefettura di Mie, dedicato alla dea del sole),
molto in voga durante il periodo Edo.
Ancora oggi nei maggiori centri di produzione di somen come Harima (prefettura di Hyougo),
Shimabara (Nagasaki), Shoudoshima (Kagawa) e Awaji (Hyougo) è possibile trovare le "filiali" del tempio di Oomiwa,
ulteriore segno che avvalora la tesi di Miwa come "patria" dei somen. |
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